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Feb 04

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#HOTEL DA SOGNO

È il contest lanciato su Twitter da Trivago, che ha messo in palio un voucher del valore di duemila euro per la frase più sorprendente relativa all’argomento. E se ne sono lette di tutti i colori!
Sono emersi i desideri di tutti coloro che hanno deciso di perdersi con l’immaginazione in giro per il mondo e di racchiudere i propri pensieri nei 140 caratteri di Twitter.
HOTELDASOGNOMolti hanno fatto riferimento alle località dei loro sogni, immaginandosi in assoluto relax sui viali dell’emozione, meta ideale per potersi svestire della pelle quotidiana. Questo, però, non riguarda l’hotel inteso come struttura e servizi, la cui percezione è associata e condizionata, in questi casi, dall’esperienza in una determinata location, fatta o desiderata.
Ma esiste davvero l’#HotelDaSogno?

Si tratta di considerazioni molto soggettive che è difficile riuscire a generalizzare.
Nel giudizio entra in gioco fortemente la sfera emozionale, che tocca tasti relativi alla sensibilità e all’esperienza di ognuno, con il risultato che, ovviamente, quello che piace ad una persona non è detto che venga amato da tutti. È possibile tradurre in un hotel ideale l’insieme dei fattori che possono far provare quella sensazione di benessere che ci porta ad associare ad un’esperienza il pensiero dell’hotel da sogno?
Bella domanda, a cui cerco di dare risposta tutte le volte che mi trovo con la matita in mano di fronte al foglio bianco, in procinto di sviluppare il progetto del miglior hotel possibile.
E’ vero, entra in gioco il fattore del gusto personale per il quale ci si sentirà legati più ad uno stile piuttosto che ad un altro, alla coerenza classica che trasmette l’eleganza assoluta o al design più puro che proietta nel futuro. Per questo, l’hotel da sogno non è una questione di immagine, che in ogni progetto viene determinata da scelte iniziali condizionate dalle preferenze della Committenza o dallo studio di elementi come la location o il target della clientela.

Cave Hotel, Matera

Cave Hotel, Matera

Gli hotel da sogno si riconoscono dalla combinazione di funzionalità, servizio, accoglienza, coerenza dell’insieme o cura del dettaglio che permettono all’ospite di vivere un’esperienza emozionale sentendosi a proprio agio: sono strutture ricettive in cui l’ospitalità è portata ai massimi termini e si traduce nel pieno benessere dell’ospite!
Per questo motivo ho sempre chiamato i miei hotel da sogno “wellness hotel”: ospitalità e benessere dell’ospite rappresentano un concetto unico ed indissolubile, e questo è l’unico dogma che contraddistingue la mia intera attività professionale.

Al di là dei servizi per l’ospite (per i quali possiamo parlare di formazione più che di progettazione), come si interpreta in pratica un hotel da sogno?

  • Traduciamo in concreto il concetto di accoglienza: nella hall o nella lounge, attraverso l’ideazione di un bancone che non sia necessariamente un elemento di separazione, pensando ad un ambiente che non sia solo di passaggio ma che invogli ad entrare e a fermarsi, che viva con gli ospiti e con il territorio stesso e che rappresenti il biglietto da visita dell’hotel.
  • Pensiamo ad una camera in cui l’attenzione all’ospite sia declinata in ogni angolo in termini di comodità, di funzionalità, di immagine e, non in ultimo, di emozionalità (Leggi anche “La Wellness Room, concepire la camera per il benessere dell’ospite”).
  • Organizziamo i servizi, anche quelli che gli ospiti non vedono ma che condizionano, alla fine, l’intera offerta alberghiera se non concepiti affinché tutto funzioni nel migliore dei modi.
  • Proponiamo una zona benessere che risponda alle richieste degli ospiti dell’hotel e che non sia un insieme di servizi generici qualsiasi che riempiono uno spazio, con il solo obiettivo di aumentare la lista di servizi sul depliant dell’albergo: un’offerta di qualità, con un approccio diverso che tenga conto di ciò che è veramente benessere per l’ospite, al di là delle cosiddette cure del corpo che sembrano tanto importanti ma che rappresentano soltanto una minima parte di ciò che è necessario per permettere alle persone di recuperare la propria armonia (Leggi anche “Welly contro tutti“)
  • Occupiamoci della qualità dell’immagine fin nei dettagli, nelle piccole cose che, alla fine, sono quelle che permettono all’ospite di dare un alto valore all’intera proposta di soggiorno dell’hotel.

È solo qualche spunto di una lista che potremmo continuare ancora.
Non poniamo limite alla creatività per tradurre tutto ciò in qualcosa di concreto. A questo devono tendere gli sforzi di tutti gli imprenditori e gli operatori dell’hotellerie, affinché ogni albergo possa diventare per il proprio ospite il vero #hoteldasogno.

E per te, come deve essere l’hotel da sogno? Lascia un commento per contribuire alla mia ricerca. Grazie!

Ice Hotel

Ice Hotel

Permalink link a questo articolo: http://hoteldesign.org/hotel-da-sogno/

6 comments

Vai al modulo dei commenti

  1. Federico

    Complimenti per l’articolo e per il blog, l’ho trovato davvero interessante e per questo merita pieni voti su net parade!
    Se Le fa piacere può ricambiare visitando il mio… 😉
    Saluti da Roma

    1. Stefano Pediconi
      Stefano Pediconi

      Grazie! Vado a vedere…

  2. riccardo

    Queste discussioni su hotel da sogno, da quale angolazione sono viste?
    Un architetto avrà sempre una visione all’ opposto di quello che cerca mediamente l’ ospite, vale a dire colui che paga. Altra tematica: i costi? Con una crisi mondiale, ogni direzione amministrativa è molto attenta ai costi-ricavi sulla camera, quindi spesso l’ organico ne fa le spese, quindi il servizio, l’ unica cosa che può far dimenticare una tapezzeria rovinata, un disagio in ristorante, con la biancheria, etc., ecco che allora il fattore umano può contribuire perchè il RICORDO di quella struttura SIA DA SOGNO e si DESIDERI ri-SOGNARE.
    Tanta salute
    Riccardo FERRARI – http://www.pensionatiitaliani.it

    1. Stefano Pediconi
      Stefano Pediconi

      Buongiorno e grazie del contributo.

      Perché un architetto deve avere una visione all’opposto rispetto all’ospite? Il mio lavoro specializzato, ad esempio, è proprio il contrario: quello di essere lo strumento per interpretare e tradurre le esigenze (funzionali e formali) dell’ospite, anche se non esiste un “ospite standard” ma tante persone con gusti e necessità diverse.

      Sono d’accordo, invece, che non si debba parlare solo di struttura: è assolutamente fondamentale il fattore umano, non esiste accoglienza senza coloro che ne fanno una missione per l’ospite (ti consiglio di leggere il post “Grand Budapest Hotel” in cui mi esprimo proprio sul concetto di ospitalità).
      Se riuscissimo a valorizzare tutte le qualità in un hotel (e senza necessariamente un dispendio di risorse economiche), ogni struttura diventerebbe un vero #HotelDaSogno per il proprio ospite.

  3. Vince

    Sorprendere ed emozionare

    1. Stefano Pediconi
      Stefano Pediconi

      Con estrema sintesi di ragionamenti altrimenti troppo articolati e complessi per arrivare all’ #HotelDaSogno, nei due verbi “sorprendere” ed “emozionare” hai racchiuso l’intera chiave dell’ospitalità, che dobbiamo essere bravi a declinare in immagine accattivante, struttura funzionale, servizio impeccabile, ecc. Grazie!

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