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Mag 31

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“WELLNESSWASHING”: BASTA, ORA DENUNCIAMO!

Non ne posso più! Ho fatto il pieno di notizie menzognere e fuorvianti sul mondo delle SPA che continuano ad essere partorite in maniera assolutamente scriteriata, minando la credibilità del settore del benessere. Oltre ad essere lesive della mia professione di progettista specializzato, rappresentano l’anti-cultura del benessere e vanno a creare una grande confusione negli ospiti, che già soffrono la diffusa mancanza di professionalità di chi si sveglia e si improvvisa “imprenditore del benessere”.

BASTAOra basta! Facciamo i nomi di chi racconta frottole pur di vendere! Cominciamo a denunciare chi riporta stupidaggini così evidenti che, oltre a dimostrare un’ignoranza crassa del mondo delle SPA, finiscono per far credere alle persone che bastano due lucine, un bel piatto doccia, una cyclette o (addirittura) un nuovo water per sentirsi in un mondo di pieno benessere!

Ormai questa anti-cultura è finalizzata a prendere letteralmente per i fondelli la gente che, invece, non vorrebbe altro che riuscire a recuperare, magari attraverso un percorso in una SPA oppure un bel trattamento di benessere, un po’ dell’armonia che ogni giorno la vita ci toglie con i suoi mille problemi. Le persone si fidano delle mille ca..volate che vengono proposte quotidianamente, finché non si rendono conto che le loro aspettative di benessere sono completamente disilluse. A quel punto, perché continuare ancora a credere nelle SPA? Perché continuare a spendere soldi inutilmente quando i risultati sono evidentemente lontani da quelli desiderati?

Ecco la crisi del settore del benessere: un’offerta di scarsissima qualità che non corrisponde alle esigenze di benessere delle persone!

Wellnesswashing”: un termine preso in prestito dal settore green dove con “greenwashing” viene definito “il tentativo di rare a prodotti o comportamenti una patina di credibilità ambientale ed ecologica” che viene spiegato come “il lavaggio nel verde operato da marchi commerciali che vogliono far passare per ecologici prodotti che non hanno le caratteristiche per essere definiti green”, ma anche “con la derivazione da whitewash, pittura bianca a base di calce con la quale si ricoprono superfici murali”. (*cit)

ARMONY SPA-CE

Anche il settore del benessere soffre di millantatori, di raccontastorie, di persone che si riempiono la bocca di “wellness” pur di aprire i cuori delle persone e vendere, vendere e vendere: wellnesswashing!
E la partenza è sempre la stessa: la mancanza di cultura del benessere!
E’ gioco forza sull’”ignoranza” (leggi: non conoscenza) della materia da parte degli ospiti, che però non sono tenuti a sapere perché determinati percorsi nelle SPA o nei centri wellness li fanno sentire bene!

Ma gli imprenditori, i professionisti, gli operatori e tutti coloro che le offerte le strutturano non possono non sapere cosa vuol dire “benessere”!
E’ giunto il momento di scuotere le coscienze e denunciare chi sta rovinando un settore così bello e con delle potenzialità ancora forti malgrado tutte le difficoltà del momento in cui viviamo!

Ecco la goccia che ha fatto traboccare un vaso già stracolmo: quando trovo una nota società che, con una comunicazione menzognera, mi propone “la SPA a casa vostra in sole tre ore: sarà sufficiente sostituire il WC e la cassetta di risciacquo con un elegante WC-bidet…Ed è subito SPA!”, cosa posso dire? Solo basta!
Facciamo nomi e cognomi di chi vende benessere offrendo una sauna o un bagno turco, magari posizionati in qualche sottoscala improbabile, pur di poter scrivere “centro benessere” sul proprio depliant!
Facciamo cultura spiegando a società di tutto rispetto che, pur vendendo bellissimi prodotti dal design curato, propongono come hammam un box doccia con generatore di vapore, magari pubblicizzandolo come “bagno turco o hammam”: signori, l’hammam è un’altra cosa, è un complesso rituale attraverso il quale l’ospite vola sulle ali del benessere, un percorso nel quale il vapore è solo uno degli ingredienti mentre è la coerenza di un insieme dato da ospitalità, accoglienza, trattamenti del corpo e relax.

Sull’hammam, leggi anche: Drogarsi di benessere

Quanti ospiti abbiamo deluso invitandoli in centri benessere chiamati hammam solo perché i trattamenti si basavano sulla cabina del bagno turco, magari vestita con fronzoli marocchini?
Credete che questi ospiti, che possono aver passato una giornata diversa ma che non hanno ricevuto alcun beneficio nel corpo e soprattutto nello spirito, torneranno a rimpinguare le casse del vostro centro?

È chiaro perché i centri benessere falliscono?
Anzi, è chiaro perché ne falliscono così tanti?
O meglio: è chiaro perché l’80-90% dei centri benessere sono in forte passivo?

ONETOONENon sono qui a scoraggiare l’impresa per chi decide di investire nel florido settore del benessere, che continua ad avere enormi potenzialità di business; al contrario, sto cercando di sensibilizzare ad un approfondimento culturale, affinché alla fine il business sia reale, non solo fumo!

Signori, pur se i centri benessere vendono cure per il corpo, lo sapete che gli ospiti, senza esserne consapevoli, cercano altro? Che cosa?

Secondo voi, perché si frequentano le SPA…per sentirsi bene un po’ sudati in una sauna, sgocciolanti in un idromassaggio o indolenziti dopo due massaggini?
IO-LO-SO! Gli studi, la mia ricerca assidua in un settore che si sviluppa così velocemente e gli approfondimenti quotidiani della vera cultura del benessere mi permettono di avere la risposta e, pur apparendo presuntuoso ai miei stessi occhi, me ne vanto!
Ma in un mondo dove non si arriva neanche a sapere cosa vuol dire “SPA”, posso pretendere che si arrivi a tanto di così profondo?

 


Leggi anche: “What is Wellness Washing? Why is it important?“, che si conclude con: “Wellness is for every body. Wellness washing is not

Permalink link a questo articolo: http://hoteldesign.org/wellnesswashing-basta-denunciamo/

4 comments

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  1. giovanni violante

    caro Stefano, come al solito non posso che apprezzare le tue RIFLESSIONI, su un mercato quello del benessere che vede coinvolti professionisti non professionisti, forse chi come noi dedica un intera vita professionale al trasferimento del concetto benessere nell’interezza del suo significato dovrebbe cominciare anche a riflettere sul fatto che bisognerebbe cominciare a “parlare” (non solo agli investitori potenziali titolari), ma spiegare meglio ai fruitori dei servizi benessere che non basta una “sudata” ecc.per vantare di essere stati in un centro benessere, bisogna arrivare nei cuori di chi decide di spendere soldi in una spa spiegandogli la differenza tra una sudata e un progetto che coinvolge i 5 sensi in un ambiente dedicato!

    1. Stefano Pediconi
      Stefano Pediconi

      Il problema è rilevante: con tutto quello che gli arriva all’orecchio, il cliente non ci capisce più niente e scopre i problemi di una SPA dopo averla utilizzata male. Pur essendo convinto di aver scelto il percorso giusto per il proprio benessere, non ne trae nessun beneficio e tutto ciò crea una sfiducia totale nel settore del benessere.
      Peraltro, ci si lamenta dei costi alti ma chi non lo farebbe visto che il servizio nella maggior parte dei casi risulta insoddisfacente?
      Ma non demordiamo, cerchiamo comunque di continuare a fare un po’ di sana cultura del benessere attraverso la nostra professione e in maniera seria. E se possiamo, tagliamo le gambe ai cialtroni!
      A presto

  2. Ilas

    Scusami, con tutto il rispetto per il tuo lavoro, ma la gente non va più in Spa perché non ha più i soldi.. però ti parlo non solo di Spa ma anche di parchi termali, da un anno all altro ho visto un calo di gente assurdo. Diciamo che i prezzi sono parecchio esagerati: in certi luoghi per tre ore 16 euro per stare in acqua termale è una truffa. È la conclusione a cui io sono arrivata che mi ha portata a scegliere un altro tipo di vacanza o soggiorno. È solo la mia opinione logicamente.

    1. Stefano Pediconi
      Stefano Pediconi

      La mie ricerche evidenziano che la gente continuerebbe comunque a spendere per le SPA, anche se un po’ meno di prima, se riscontrasse risultati tangibili nel proprio benessere. Il problema risulta però essere l’offerta, che troppo spesso non è adeguata alle aspettative: proprio per questo bisogna smascherare chi vende aria fritta (magari calda e termale….) pur di parlare di benessere, altrimenti rischiamo che l’ospite non sia più un grado di distinguere la qualità tra le varie proposte se non dopo aver provato (con il rischio di prendere la fregatura!)

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