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Dic 10

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WELLY CONTRO TUTTI

Tutto è partito dalle solite chiacchiere tra amici in cui, vista la mia professione, non poteva mancare il riferimento in merito alla bellezza di un centro benessere di nuova apertura nel nostro quartiere. I giorni dell’inaugurazione (un intero weekend di festa) sembrava scoppiato il delirio. Il sole, latitante in questo periodo dalle nostre parti, ha benedetto l’evento, per l’apertura di questa nuova realtà che si presenta ben oltre lo standard qualitativo di quelle della zona, purtroppo non particolarmente elevato.
Di certo, non potevo mancare di visitare la spa, soprattutto sollecitato dal grande entusiasmo dei miei amici (che sono tra i duemila nuovi iscritti al club) per essersi immersi nella grande vasca idro, per aver provato in successione bagno turco, tepidarium, sauna e doccia emozionale, affascinati dai giochi di luce e di acqua e per essersi rilass….no, questo no: la sala relax (solo quattro posti!), troppa luce, tutta vetrata e in mezzo ai percorsi di passaggio delle persone: anche avessero trovato una chaise longue libera, impossibile non sentirsi a disagio.

Doccia emozionale

Welly – Design by Studio Stefano Pediconi

Bellissimo, il centro benessere, costosissimo ma, soprattutto, molto elegante e raffinato nei materiali selezionati: che peccato trovarsi di fronte ad una nuova realtà già destinata al rapido fallimento!
“Sei il solito critico che deve contestare tutto a prescindere e a giudicare sempre male il progetto degli altri!” No, al contrario, caro amico: sono talmente appassionato del settore che mi fa una tale rabbia che continuino ad essere realizzati centri benessere del genere. Inutile lamentarsi che dopo sei mesi il riscontro generale sia sparito del tutto, la vogliamo fare una scommessa?

Ma qual è il problema?
Il problema è che di benessere non c’è nulla di sostanziale! Un insieme di cabine affascinanti a creare un bellissimo Luna Park che all’ospite non lascia altro che l’ebbrezza della novità iniziale, l’eccitazione nell’istante in cui si trova immerso nell’acqua colorata e profumata della vasca o nel vapore del bagno turco.
L’obiettivo di un centro wellness, invece, dovrebbe essere quello di permettere all’ospite di raggiungere un profondo senso di benessere, a cui si arriva soltanto grazie ad un’offerta strutturata intorno ad un insieme di cose che, nel loro complesso, fanno sentire una persona come nuova: un percorso alla fine del quale deve aver messo le ali per camminare a un metro da terra e si può sentire tanto bene da voler ripetere all’infinito la sua esperienza emozionale.
Faccio notare, così, ai miei amabili amici che fare una sauna o un bagno turco, ad esempio, non è soltanto entrare in cabina e giocare con il calore, il vapore o le luci ma è un susseguirsi di cose che partono dal bagnare la pelle con una doccia per arrivare, alla fine, ad una decompressione nella sala relax e ad una reintegrazione dei liquidi nella tisaneria. Li sfido a provare così!

Lo so, le responsabilità partono anche dal progetto. Qualsiasi situazione in cui invece del benessere dell’ospite, viene privilegiata la saturazione degli spazi, con l’inserimento di una cabina in più a scapito di zone fondamentali ma meno redditizie (per chi vende), come la zona relax nel caso di cui vi racconto, è destinata a non avere grandi riscontri. Possibile che chi investe nel wellness non riesca a capire l’efficacia e le enormi potenzialità di un approccio completo al benessere? Che rabbia!
Avrei voluto chiamare questo articolo “come buttare il proprio denaro”; alla fine, però, mi sembrava troppo brutale, ma la conclusione delle mie riflessioni arrivano da quelle parti: solo se l’ospite riesce a trovare quella sensazione di felicità interiore, fisica e mentale che gli permetta di affrontare il quotidiano con una freccia in più al proprio arco è possibile parlare di successo del centro benessere. Investire su realtà incomplete o che non tengano conto di questo obiettivo vuol dire investire in maniera sconsiderata.
“E tu, hai recuperato la tua armonia dopo essere stato al centro benessere?”
“Armonia? No, mi sono solo divertito!”. Fine della chiacchierata.

Welly

Welly – Design by Studio Stefano Pediconi

E Welly, citato nel titolo, di che si tratta? Welly è un progetto che ho sviluppato sull’idea di un cliente che mi ha chiesto di progettare un centro benessere in una struttura prefabbricata trasportabile: una vera sfida, che porto ad esempio in questo articolo perché siamo riusciti a vincerla puntando proprio esclusivamente sul contenuto della proposta benessere, a prescindere dagli esigui spazi da riempire: un vero e proprio percorso benessere completo per l’ospite che non accetta compromessi, alla fine del quale può veramente dire di sentirsi una persona nuova. In fin dei conti, si è trattato “semplicemente” di capire come è possibile dare una risposta concreta alle nostre esigenze di benessere attraverso un percorso che passi dal bagno turco o dalla sauna: niente di trascendentale, semplicemente un approccio diverso, che passa dall’uomo piuttosto che dallo spazio a disposizione. [Leggi anche “Quanto contano le dimensioni?“]
Dallo slogan “Think different” del mio illustre omonimo (tal Steve Jobs) parte, dunque, il mio invito ad affrontare il progetto in maniera diversa, orientato alla realizzazione di nuove e più concrete realtà di benessere così come ad un reale business per chi decide di investire nel settore: “Design different“, progetta diversamente!

Permalink link a questo articolo: http://hoteldesign.org/welly-contro-tutti-design-different/

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