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Apr 29

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FATTORE T…ALENTO

Io non sono come un mondo comune.
Io ho la mia pazzia, io vivo in un’altra dimensione e
non ho tempo per le cose che non hanno un’anima
Charles Bukovski

Siamo nati e vissuti nello stesso quartiere di Roma, quello della Pineta Sacchetti dove tuttora ho il mio studio, ma evidentemente i nostri destini sono stati profondamente differenti. L’ho letto sul suo libro che, come già ho avuto occasione di scrivere, mi ha entusiasmato molto.
Ho scelto di completare questo piccolo ciclo di tre post sulla creatività, aperto in occasione della Design Week 2016 di Milano, partendo nuovamente da Luca Tommassini, artista di fama internazionale che stimo molto, autore di “Fattore T, l’inafferrabile scintilla del talento”.
FATTORE TLeggendo il libro, pagina dopo pagina mi sono ritrovato in un affascinante mondo intriso di nuove idee e mi sono soffermato su alcune parti che rappresentano esattamente il concetto di creatività che è alla base della mia vita di artista, sebbene il mio settore sia quello del design e dell’architettura.
Riprendo ancora questo concetto perché sono un accanito sostenitore che dietro a qualsiasi progetto debba esserci un’idea, mentre mi rendo conto che, in realtà, questo pensiero è spesso considerato marginale laddove, ad esempio, si decide di affrontare il progetto di un hotel oppure di un centro benessere: diventano prioritari i contenuti (cosa devo mettere nella mia SPA?) piuttosto che trovare l’idea nuova che possa caratterizzare l’intera realizzazione e che diventi anima, cuore e motore della nuova attività.
L’approccio artistico di Luca Tommassini è esattamente lo stesso che deve caratterizzare un progetto. Non importa che la stella di Luca brilli nel ballo, nella direzione artistica di spettacoli internazionali piuttosto che nella regia: è l’atteggiamento in cui non può non ritrovarsi qualsiasi creativo, a prescindere dal campo della sua attività.

Autenticità
Genialità
Sincerità nelle idee
Talento come scintilla di follia
Originalità
Emozione
Passione
Coraggio
Desiderio di creare
Irrefrenabile bisogno di guardare al futuro spingendosi oltre, in una visione completa che sembra un sogno (e una pazzia agli occhi di tutti) ma che racchiude in sé esattamente un’idea concreta e reale, quella che sarà alla base dell’innovazione nel futuro!

Sono alcune espressioni caratteristiche che emergono tra le righe del libro e che impregnano la vita di Luca Tommassini, in cui ritrovo gli ingredienti propri di una vita di artista. Parole di cui è pieno il mio vocabolario e in cui mi ritrovo appieno.
Se avete letto l’ultimo post “La visione oltre il convenzionale”, avrete trovato le stesse identiche caratteristiche nel genio di Karim Rashid, artista nel design, le stesse che possiamo trovare, ad esempio, in una figura come quella di Steve Jobs oppure di Mika, artisti di altri settori completamente diversi tra loro.

Foto Carlo Furgeri Gilbert

Foto Carlo Furgeri Gilbert

Parlando del talento di Luca, Alessandro Siani dice: “Luca è autentico e così geniale che una volta il genio, uscendo dalla lampada, incontrando Tommassini gli chiese: – Maestro, posso esprimere io a te i miei tre desideri”.
Come non condividere? Non è l’esempio reale che “è possibile vivere nella quotidianità un mondo intriso di creatività nel quale affrontare con passione le sfide personali e professionali che il futuro decide di riservarci”?
Ecco il nocciolo della questione, che sottolineo nuovamente: è una questione di approccio!
L’approccio ad affrontare qualsiasi nuovo progetto (inteso in senso generale, non solo in architettura) attraverso uno spirito rinnovato dalla creatività, con il quale poter raggiungere mete altrimenti fuori dalla portata comune.

Ci vuole molto lavoro e molto coraggio per potersi lanciare verso sfide che, in quanto proiettate al futuro, rappresentano un piccolo salto nel vuoto: si tratta di abbandonarsi a visioni che porteranno a risultati nuovi e, per questo, difficilmente gestibili in prima battuta con processi razionali.

Purtroppo l’hotellerie italiana sembra aver perso quasi del tutto questo coraggio, per non parlare del settore del benessere che, forse, questo coraggio non l’ha mai trovato. Ma io insisto; insisto su questo nuovo approccio che, quando viene abbracciato, porta a risultati oltre ogni aspettativa.
Credo fortemente in questo orientamento creativo, tanto che tutta la mia vita personale e professionale è proiettata in questo senso. Arriverà, prima o poi, il mecenate illuminato della situazione ma, nel frattempo, non resto certo con le mani in mano: un creativo è tale non solo nel proprio lavoro, ma in tutto quello che fa e che lo circonda. E’ per questo che mi troverete sempre con nuove idee, attivo con i miei progetti di ricerca (come la Wellness Room), nel proporre nuovi ruoli chiave per il settore dell’hotellerie (come l’Hotel Stylist) piuttosto che a fare “cultura delle idee”, con gli incontri sul benessere, gli eventi nelle principali fiere di settore e il mio blog.

PETERMARINO_3A proposito di talento, mi viene alla mente un aneddoto raccontato dall’eccentrico quanto geniale architetto Peter Marino. Agli inizi della sua professione incontrò Barney Pressmann, fondatore dei grandi magazzini di New York Barney’s che, in procinto di affrontare una nuova realizzazione, gli chiese di presentargli il suo portfolio. Peter Marino ribatté che non aveva nulla di significativo da mostrargli perché non aveva mai realizzato negozi. Pressmann rispose che sapeva da sé come si facevano i negozi, mentre cercava, invece, qualcuno che avesse grande talento per fare la differenza: da questo incontro nacquero 17 grandi negozi e Peter Marino diventò uno dei più famosi architetti dei grandi brand, da Bulgari a Chanel, da Armani a Dior, da Ermenigildo Zegna a Fendi.

Il talento è l’ingrediente fondamentale dei veri artisti, che “hanno occhi sempre rivolti al futuro che permettono di arrivare a risultati visionari e audaci”.
Grazie ancora a Luca Tommassini, per la sua creatività e per il suo “Fattore T”, di grande ispirazione, che sintetizza la sua esperienza come esempio a beneficio di tutti: non lo scrivo, ovviamente, da fan sgallettato ma per il grande apprezzamento della sua professionalità e la genialità assoluta, che spero di ammirare, magari da vicino, anche per la prossima edizione di X Factor.

Permalink link a questo articolo: http://hoteldesign.org/fattore-t-talento-creativita/

2 comments

  1. massimiliano

    Dunque l’Hotellerie italiana non guarda più allo stile. Ho girato pochi hotel in Italia e molti all’estero, nel centro nord Europa. Ci stiamo facendo battere anche nello stile e rischiamo di trovarci senza più nulla.
    Comunque sono stato nei dintorni di Londra svariate volte e non mi sembrano messi meglio. Ciao.

    1. Stefano Pediconi
      Stefano Pediconi

      Grazie della tua riflessione.
      La mia esperienza all’estero dice che ancora viviamo sugli allori della fama del design italiano dei tempi passati: la creatività italiana viene ancora presa molto in considerazione. Paradossalmente, come tutte le cose, è proprio nel nostro Paese che viene valorizzata di meno. Riguardo all’hotellerie, il problema è amplificato dal fatto che non si è abituati a ragionare intorno ad un concept, così come non si faceva una volta. Ma i tempi sono cambiati e se oggi non si caratterizza la struttura ricettiva dando un peso all’immagine attraverso uno stile coerente, si rischia di restare fuori mercato.

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