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Apr 10

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OLTRE IL CONFINE

Siamo alle porte della settimana del design di Milano e ho deciso di concentrare le mie riflessioni in alcuni post dedicati alla creatività.
Non c’è dubbio che solo dalla valorizzazione delle idee nasce l’innovazione, anche quando si tratta di progettazione alberghiera o di sviluppo di nuove realtà di benessere. Inverosimilmente, prima di concentrarsi sulla distribuzione funzionale degli spazi, apparentemente prioritaria su tutto, occorrerebbe focalizzare l’attenzione sulle idee, attraverso le quali cavalcare l’onda che permette di raggiungere il futuro.

Il desiderio di creare non deve avere limiti
Luca Tommassini

Oggi ho deciso di partire da un’introspezione personale. Avrei voluto scrivere questa pagina alla guida della mia macchina, di sera, con musica a tutto volume nelle orecchie, come quando rientro da qualche trasferta, ma mi è sembrato particolarmente pericoloso e, sicuramente, sconsigliabile: nel marasma che, purtroppo, ultimamente sta condizionando la mia vita professionale, è uno dei pochi momenti nei quali riesco a pensare, solo con me stesso.
La musica, rigorosamente di Mika, mi catapulta nel mio universo parallelo, dove mi sembra di poter piombare solo dopo aver varcato il limite della quotidianità, oltre il confine.

 

Ho già avuto modo di scrivere in merito alla mia ammirazione per Mika, per la sua musica e, soprattutto, per il suo modo di vivere la propria creatività.

[Leggi anche: “Curiosità, estro e fantasia“]

Le sue canzoni hanno per me lo stesso effetto di un pendolo davanti agli occhi che mi porta in uno stato di ipnosi che, però, non vuol dire incoscienza, anzi, al contrario, vuol dire coscienza di una realtà diversa: il mio mondo parallelo fatto di visioni, di creatività purissima e candida come la neve, di arte, di musica, di fantasia e di bellezza incontaminata.
E respiro!
E vivo!
Ho sempre desiderato fare l’artista e in questi momenti capisco che la scelta era obbligata: il vuoto nello stomaco mentre volo nella bolla della creatività sospesa nello spazio e nel tempo sembrano dimostrare un destino inevitabile.

Un mondo parallelo il cui significato sarebbe estremamente chiaro al genio Luca Tommassini, che ho avuto il grande piacere di incontrare la scorsa settimana alla prima de “Un bacio“, il film di Ivan Cotroneo che affronta il tema del bullismo e per il quale si è occupato delle coreografie.
UN BACIOÈ un artista che condensa nella sua vita arte e creatività pura e che rappresenta per me un’altra grande figura di riferimento. Come racconta la sua assistente Daniela, “segue il suo istinto attraverso il suo mondo interiore fatto di idee e di visioni incessanti sempre coerenti e complete“. Sono parole tratte dal suo libro Fattore T, letto con avidità (che mi ha offerto mille spunti per il prossimo post) che esprimono esattamente (e sicuramente meglio) quello che volevo dire sopra.

Da un altro brano del libro rubo l’espressione che mi ha reso consapevole che qualcosa sta togliendo respiro alla mia creatività: “il mio bambino interiore gridava per avere più spazio e più silenzio intorno a sé“.
Ecco perché solo varcando la soglia per entrare nella mia realtà parallela mi sembra di tornare a respirare.
In questo momento la mia professione è un insieme di problemi che tutto riguardano meno che le idee: passo giornate intere a cercare inutilmente di dipanare matasse fatte di intrecciate pratiche burocratiche, spesso dipendenti dall’arroganza di qualche tecnico comunale, o di trovare soluzioni a problemi creati dall’impreparazione conclamata di chi, spesso, mi trovo davanti nel lavoro in più di un’occasione…altro che benessere!
E mi spengo, ingabbiato in una quotidianità che non mi appartiene, costretto dalla poca professionalità che purtroppo mi circonda (soprattutto qui in Italia) a non riuscire a vivere solo del valore delle mie idee.

Così, ogni tanto guido. Nel buio.
E penso.
E canto.
E urlo.
E piango, con la sensibilità che ho letto anche negli occhi lucidi di mia figlia, emozionata ad un concerto per la sua canzone preferita, alla quale voglio gridare ad alta voce di non smettere mai di sognare, di viaggiare con le idee, di emozionarsi per una canzone, affinché il suo futuro possa promettergli panorami rigogliosi fatti di autenticità e creatività assoluta.

Con Luca Tommassini, grande ballerino, coreografo, artista di fama internazionale, direttore artistico di XFactor e di tanti altri spettacoli di successo

Con Luca Tommassini, grande ballerino, coreografo, artista di fama internazionale, direttore artistico di XFactor e di tanti altri spettacoli di successo

In questi momenti di lucidissima follia ringrazio persone come Luca o Mika che attraverso l’esempio della loro esperienza di vita mi permettono di passare oltre, dandomi la spinta per ritrovare nella quotidianità la passione di un nuovo mondo sublimato dalla creatività e regalandomi il coraggio di inseguire i miei sogni [*cit].

Quell’amore per l’estro, la fantasia che a mia volta cerco di trasmettere nel mio lavoro e nella mia vita, con il mio modo di essere artista attraverso l’architettura e il design, nel tentativo di tradurre le mie visioni in nuove idee sature di futuro.

Permalink link a questo articolo: http://hoteldesign.org/oltre-il-confine/

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