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Mar 06

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PUNTI DI VISTA

Avevo già iniziato a scrivere un altro post quando mi sono imbattuto in un articolo che ha attirato la mia attenzione per delle bellissime fotografie di un edificio decorato da opere di street art nei soffitti dei balconi, e ho deciso di affrontare un altro argomento.
Succede in Florida, nel Wynwood Art District di Miami che, come cita l’articolo, “è famoso per il gran numero di opere d’arte presenti sul territorio, quartiere che vanta più di settanta gallerie d’arte e numerosi capolavori di street art“.

SOTTOBALCONI_1Ho sempre amato l’arte e da sempre ho desiderato diventare un artista, anche ancora prima di sapere in che arte mi sarei cimentato: con due nonne pianiste di fama internazionale la musica sembrava nel mio destino, invece ho trovato la mia strada nell’architettura e nel design in cui riverso la mia creatività nell’ideazione di nuovi spazi.
Ma il mio percorso non si è mai chiuso in sé stesso, contaminandosi con le forme di arte più affascinanti che, anche negli ultimi anni, mi hanno portato in contatto con artisti che incarnano la creatività pura, da Mika nella musica a Karim Rashid nel design o, più da vicino, a Moreno Panozzo e Mario Sposato con cui ho avuto occasione di condividere alcune esperienze lavorative.

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DESIGNWEEK

Con Moreno Panozzo alla Design Week

Mi emoziono a parlare di arte…ma non volevo parlare di me in questo post.
Piuttosto, l’articolo citato mi ha spinto a ragionare su alcuni aspetti che, da sempre, fanno parte del mio modo di concepire i progetti e completano i ragionamenti fatti sulla percezione dello spazio affrontati nell’ultimo post.

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Parliamo ancora di percezione: il concetto è tanto semplice quanto, invece, assolutamente non scontato. Nell’ideazione di un progetto, ci domandiamo mai quali sono i veri punti di vista importanti all’interno di un ambiente, per le persone che dovranno vivere gli spazi concepiti?
L’argomento dovrebbe essere pane quotidiano per noi architetti, che diventiamo matti per trovare le sistemazioni distributive più funzionali, pensiamo ai materiali, alle soluzioni più avanzate, alle forme più ardite ma ci dimentichiamo regolarmente di porre la dovuta attenzione a come, realmente, le persone percepiscono ed utilizzano i luoghi della loro vita.
Un concetto espresso in modo troppo generale per essere chiaro; proverò a spiegarmi partendo con l’esempio di una situazione in cui mi imbatto quotidianamente:

Scenario: centro benessere, cabina trattamenti
Fase di progettazione: concezione impianto di illuminazione
Domanda: architetto, ma non possiamo mettere quattro faretti che mi risolvono il problema della luce in cabina senza pensarci troppo?

Relax O2

Per risposta, la mia obiezione è una contro-domanda molto semplice: l’ospite, come fruisce la cabina trattamenti? Su cosa cade la sua attenzione in cabina?
Si stende sul lettino e il suo sguardo va immancabilmente al soffitto, che diventa il punto di vista principale di una cabina trattamenti. Non solo non posso accecarlo con un’illuminazione a soffitto, ma se voglio valorizzare l’intera cabina è proprio sul soffitto che dovrò lavorare, la superficie che l’ospite avrà modo di apprezzare di più (altro che terribili anemostati che mi ritrovo, senza eccezioni, sparpagliati qua e là nei progetti degli impianti di aerazione…).

Siamo abituati a riempire di quadri le pareti nelle nostre abitazioni (e non solo, ovviamente) perché rappresentano il nostro punto di vista privilegato; in cabina l’ospite si trova di fronte il soffitto: è questo l’elemento su cui dover concentrare l’attenzione progettuale, da cui potrebbe essere valutata la qualità dell’intera cabina, al di là dalla capacità dell’operatore ad eseguire un trattamento.
AERIUS
Rifacendomi all’ultimo post sulla concezione di uno spazio benessere, molto spesso è al soffitto che deputo il compito di armonizzare e rendere fluide tutte le forme: talvolta con semplici curve in cartongesso ed illuminazione colorata indiretta, più facilmente attraverso l’installazione di elementi studiati ad hoc, come Aerius, che ho disegnato a completamento della linea di arredo per conto di una nota azienda di settore.

Non è lo stesso motivo per il quale i soffitti delle camere di ospedale sono molto più importanti delle pareti stesse?
Non è quella stessa attenzione alla percezione dell’ospite che è parte fondamentale del lavoro dell’Hotel Stylist, che si spinge a studiare i punti di vista più importanti per rendere impeccabile tutto ciò che l’ospite si trova di fronte quando entra in un hotel, affinché percepisca sin da subito il valore e la qualità di una struttura?

Perché ci sorprendiamo tanto quando scopriamo che qualcuno ha avuto la bellissima idea di valorizzare i soffitti dei balconi di questo edificio di Miami? Sappiamo da sempre che sono i punti più visti dalle migliaia di persone che affollano le strade e che, immancabilmente, scorgono proprio la parte sottostante del balcone non appena alzano, anche di poco, lo sguardo verso l’alto.

SOTTOBALCONI_2 “Passeggiando sotto il nuovo condominio di sei piani sorto nel Wynwood Arts District di Miami, le persone restano stupite dalla bellezza dei lavori d’arte realizzati nei sotto-balconi, usati come tela bianca su cui ralizzare incredibili capolavori di arte pubblica“.

Un’ottima idea, direi, soprattutto per la scelta di valorizzare e rendere meravigliose queste superfici, notoriamente anonime, attraverso l’arte.
Dovremmo preoccuparci di più di porre attenzione su questi aspetti, anche vincendo la paura di fare qualcosa di diverso, così come è stato fatto a Miami, esempio di come è possibile innovare e fare tendenza mettendo a frutto la propria creatività

Permalink link a questo articolo: http://hoteldesign.org/punti-di-vista/

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